L’ora della sera

Marciapiedi lividi di

 

cene, di grandi abbuffate.

Le macchine se ne vanno

                i fari scoppiano lungo le strade

                                                                                        ad incrinare la notte,

lo sguardo fisso

dei ragazzi che si riaccompagnano verso casa

opprimono l’imbarazzo del sonno

mentre la mente è in un polo di guida tra i confini di domani

 

mentre cammino sul ciglio come un Dubbio,

nel perdersi le compagnie rincasano.

La via sembra seguire le stelle come le spalle

forse un po’ chine

di quelli che svoltando gli angoli sorprendendo l’oriente.

 

Da queste note nasce il vento;

                 il freddo dei poeti;

 

                                                                                                        solo vengo

                                                                                                              e vedo venire.

Un altro giorno. Un’altra lotta.

L’ora della notte è al suo inchino

comincia il mattino, i prati, l’eterno

le falene chiudono le danze

quando la gente ricordo si svegliava per fare legna.

Senza lingua. Senza lacrime.

Vedo delle navi grigie

abbandonare l’ancora.

Senza quelli che se ne vanno da un festival a un ristorante.

Senza quelle fiabe, quei cartoni animati

di bambini felici,

C’è la vita di chi non accetta ed è costretto ad andarsene

come un cavaliere senza spada con in mano un cucchiaio.

Nella tana della miniera, nella terra dell’oro

mentre tutti lasciano spazio

al bisogno di ritrovarsi,

per quelli che la notte è presepe, sui libri di studio

in esilio

curiosa.

 

Tutti dormono. Dopo l’ora della sera.

L’ora della seraultima modifica: 2013-06-13T09:33:18+00:00da wildwingswawe
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