Una mattina mi son svegliato. L'”Italicum”!

 

Il 19 gennaio del 2013 Renzi e Berlusconi, un sindaco (da poco segretario per inerzia) e un pregiudicato condannato per frode fiscale ai danni dello Stato, fuori dal parlamento e senza la possibilità d’intervenire da parti esterne hanno discusso e deciso la riforma elettorale da far promuovere al parlamento.

Prima domanda ma con quale diritto questa si decide fuori e non dentro il parlamento e secondo perché tutta la politica e con essa il paese vengono minacciate, soprattutto dal sindaco, dal fatto che questa è l’unica e l’ultima alternativa e paventarci il diagramma a ricatto che o si fa così o l’Italia affonderà irreparabilmente?

D’accordo è urgente la riforma elettorale ma andrebbe discussa, e sottolineo il verbo, come Costituzione vuole dentro il parlamento e non fuori; le Commissioni ne avrebbero l’onere. A danno altrimenti, ancora una volta, della rispettabilità o della banalità del Governo.Quando la discussione in Commissione è impedita v’è l’umiliazione del parlamento.Abbiamo aspettato più di cinque anni e ora non credo che se a degli esperti gli si desse voce gli occorrerebbe più di un mese per discuterla e deciderla.

La corte costituzionale  corte_costituzionale-T1

ha dichiarato incostituzionale la 270/2005, il cosiddetto “Porcellum”, dallo stesso Calderoli il promotore della medesima, e con essa quindi, desumibile, illegittimo anche tutto il parlamento con i suoi eletti. Forse è per questo che non è stata decisa sugli scranni di Montecitorio!? Non credo. Guardandola attentamente questa nuova proposta di legge elettorale non mi sembra nemmeno molto diversa dalla prima, sui punti critici. Le liste bloccate ci sono e la soglia per il premio di maggioranza è troppo bassa, il 37% in un paese dove l’astensionismo alle urne elettorali è ai massimi storici mi sembra una precisa volontà di non badare alla rappresentatività del governo sulla popolazione.

Bisognerebbe incominciare a registrare gl’inscritti alle urne e tarare le nuove leggi su di essi, tenendo in considerazione che “il partito” dell’astensione tocca la quota 23%. Bisognerebbe anche incominciare a riflettere sulla soglia minima degli elettori che ci occorrono affinché una votazione sia valida. In modo che tutti quelli che non hanno votato o hanno votato scheda nulla perché non si sentono rappresentati da nessuno dei candidati proposti abbiano finalmente una considerazione e un peso; che è anche un messaggio politico. Si parla tanto di garantire un governo al paese ma la governabilità di un paese non si determina artificialmente con una legge elettorale ma con il consenso che ha questo sui suoi cittadini che esso rappresenta. L’ingovernabilità dipende dal conflitto politico. E non illudiamoci che il ballottaggio sia un secondo turno alla francese, i nostri cugini d’oltralpe sono ancora troppo in là da raggiungere: il nostro, se lo sarà, sarà appunto un ballottaggio dove partiti che hanno ottenuto il 25%, il 30% dei voti gli si darà la falsa demagogica autorevolezza di rappresentare la maggior parte dei cittadini!

E tutti gli altri partiti che comunque rappresentano una minorità della popolazione si vedranno decurtati di quei seggi che avevano guadagnato al primo turno. Ditemi voi se questa si può chiamare democrazia, dove 3 persone su 10 hanno diritto di decidere chi governa e chi rappresenti tutto il paese!! Sarebbe forse il caso di dichiarare che questa è, più che una democrazia, una oligarchia.

 

Una mattina mi son svegliato. L'”Italicum”!ultima modifica: 2014-02-05T18:54:40+00:00da wildwingswawe
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