Il perdono…un sospiro nella solitudine delle fiamme

 

Non più Pollione ti vide come l’adorata vergine!

 

Ora i fianchi, si, sono più rotondi

e il seno

dal quale speme è per i figli e virtù

non è certo

più solo

turgido pomo per le sue labbra.

Il rosso suo ingrossato

poi esploso

non sempre

potrà buttare il seme.

Perchè madre sei tu…ma il tuo corpo comunque gli avresti concesso

e allora

PERCHÉ?

 

Perché il sesso

non volle più

bagnato per lui

e lui soltanto…come più volte

col tremore del vento cheto

gli giurasti?

 

Perché?…

io non capisco.

 

Eri bella

con i cappelli neri

sciolti, raccolti in coroncine di verbena.

Ti spogliavi e il tuo corpo ancora d’argento sapeva.

 

Della luna eri il mistero

pascia

il segreto

era nel tuo sangue raccolto.

 

Ma nel delubro

che della quercia

tu sola sapevi,

Ella
sola, furtiva
che di ogni dì
più fervida ardeva la fiamma
con Pollione concupì isterie e vagiti d’amore
 impazzire non sapesti,
fremevi
mentre Adalgisa tremava e Pollione
raccoglieva dai suoi sospiri gli accordi per uno scongiuro
perché a quella le lacrime,
come perle dall'ostrica, dischiuse…e a te il cuore spezzo.

Dolce
perché ti comprendo
all’amore
all’onor tuo
di zolfo vilipeso
e d’odore d’esso cagliato
avresti sacrificato i tuoi figli,
di quella sacrilega innocenza rei,

                                                     …ma nel grido
come alla zana
li richiamasti in abbraccio
e non fu la culla il loro sepolcro.

                                      Li salvasti.
                                                  Per morire bruciata
                                                                       tuo amore
                                                               pentito

                                                                                  …e perdonato.


Il perdono…un sospiro nella solitudine delle fiammeultima modifica: 2014-09-14T09:06:36+00:00da wildwingswawe
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