Passaggio

 

Passaggio

 

Pensavo in cornice

la poesia di un paesaggio

da dentro le cosce delle città che guardo

la più buffona delle vastasate romane

“questo mondo colpevole che solo compra e disprezza il più colpevole son io, inaridito dall’amarezza”

pagine corsare che hanno trovato un fondo nell’oggi di ieri,

e in me la pupilla marcia di un impero in sangue.

Puttane

serafiche, stagioni di strade.

Vomito torceva

come denso si rattrappiva

divelto

dietro la cerniera

tra il pentirsi e l’aspettare, l’anima, la madre, l’uccello

Abbasso il finestrino stasera .

Il costo eterno di una gerbera, non più “del popolo” da maggio a settembre

ma oramai con un capitale sporco e un sepolcro aperto

< 30!>

sanno difendersi. Riconoscono l’allocco e gli impongono le regole.

Le prostitute sono espedienti muti a proprie fissazioni

In un viottolo attiguo, dietro scampati materassi,

sopra scopa

come cani           divani negrieri          svelti serpenti entrano escono, entrano escono, entrano escono, escono,                                              secreto

lasciare la coscienza, lavare la puttana nel tuo codice fiscale

è la città, è il sistema, è tutto, è Roma, è il sangue che si incrocia

iena

casermasperma vestimento di una regina

presaga

al pensiero, alla vista arriva lo stimolo, il bisogno

l’eccitazione

una piovra unta s’aggrappa strofina si stende

cedi. L’uomo sa e perde, allora ritorna ritenta. …nell’Aniene attende…

scopando crede ciò che gli fa male

sconfiggere

 

Passaggioultima modifica: 2014-09-25T10:11:07+00:00da wildwingswawe
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