E assaggio il tuo seno …oh, Andromeda

 

Mi sembra di vederti ancora
quando tu non c’eri
le verdi praterie dove tu non sedevi, sorridevi
soltanto, sveglia prima dell’alba in modo che ci potemmo vedere
nudi, in tremito, sul letto
ad aspettare l’aurora.

Colazione e giornale;
perché tu poi non venisti?
Non serbasti per me in vita la tua tu
sognato che ho io ancora?
Di nuovo non farmi piangere, tutte quelle donne hanno aridità già i solchi che come un signore su cui piantai i miei occhi,
le mie lacrime, seminato
che più non sapresti mai.

Farina di mais, mescola dura la grana in una caravella,
no, non ti vedrò salpare ancora; questa volta i miei sogni
quando io sarò per te.

Piadina di grano duro, patate, prezzemolo solo un po’ di vino rosso!
Che impudico sarebbe vederti come io ti immagino.

Le mani sporche della terra,
così lontane dai tuoi libri;
quanto è grande la mia rabbia
su queste crisalidi di lacrime di crini il nerbo delle foglie viola degli olivi
argenteo latte
come son distante bianco latte mi ricordo solo il tuo contrasto con le mie.

Pane azimut rappreso bagnato insalata di campo
e le ancora quasi vergini cinque dita afferra quello che Gesù
tramite la manfrina della cattolica-apostolica Santa madre Chiesa ci vuol negare.

È da qui iniziò il mondo: e ora lasciami andare
un amico mi ha portato una chiara vodka polacca
bison grass Żubrówka

…e assaggio il tuo seno oh Andromeda
sono qui ancora al sole….

..piccoli gesti che descrivono una vita…

E assaggio il tuo seno …oh, Andromedaultima modifica: 2014-10-03T20:49:59+00:00da wildwingswawe
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