Ne ad altri ne a nessuno

 

< Ladro!

Ladro! Ladro! Sei seduto sulla mia terra.

Fatti vedere in faccia.

Ho paura di te, ma sei tu il vigliacco; allora? voltati!

 

Ah, sei una donna, cosa fai qui ai piedi del mio lago?

Dove sei avvolta? E cos’è questo drappo?

 

Ma…..

piangi?!

 

No, questo no.

Dopo mia madre nessuna donna deve più piangere!

Non tutti hanno vuota la stanza.

Quel memore libro del sensibile

stilla umanità

riempie

e non tutti hanno vuoto il cuore;

ogni mattino

ci si può lasciare entrare un mondo nuovo.

Parla…su!

Oramai le tue guance

come ovatta graffiata

accolgono

le schegge della croce;

sono quelle lacrime

ad indebolire la terra. Smetti. >

 

< Sono nel dispiacere di una vergogna.

Ho rubato; si: il sogno ad un bambino,

lui mal celava la sua innocenza

ed io in bocca

con la lingua stimolavo la voglia

l’esibizione

con le labbra

bramavo il suo disimpegno

e alla fine

occhi negli occhi

lui è esploso

e del suo orgasmo mi sono bagnata,

ne ho violato

l’oro

e l’incenso.

 

E ora? Castigo! >

 

< Tu puoi finire come hai iniziato! >

 

< Tu allora sei il ladro! >

 

< Ma noo;

ho confessato con ironia quel che penso è d’istinto. >

 

< Questa,

in cui nuda

io m’avvolgo,

è una bandiera.

Per ch’io non mi senta perduta!

Per ch’io possa appartenere a qualcosa!

Libera! Tu allora non mi parlare d’istinto, ma di ragione. >

 

< Le bandiere

io l’ho viste, in mano ai bambini sulla punta delle baionette.

Come simbolo non lo vedo libero

ma d’oppressione tiranno,

e catarsi di sorta non vedo! >

 

< Ognuno appartiene

ne a se stesso, ne ad altri

ognuno appartiene

all’oggetto

di cui simbolo fa carico. >

 

< Alla tua colpa allora sei appartenuta

poi a questo vessillo,

di cui io condanno la possessione

ma ch’io assolvo nella mia terra il mio possesso.

 

Non puoi far carico un simbolo di te. Ha troppe visioni simultanee, sono troppi voltafaccia.

Arriverai a perdere la tua identità. A non saperla definire. E sarai schiava di esso.

Ogni volta simboleggiando d’essere

con minimi solfeggi accennati

…Virtuosi

che ravvisano d’ogni pianista la linea d’arpeggio

ma non distinguono la propria. >

 

< Cosa devo fare se non pentirmi? >

 

< Pentirsi non è uccidersi, ma cangiare di volontà in un’altra volontà.

È chieder sacrificio e non farsi dipendere da esso. È mostrare e pena e violenza.

Il pentimento è una crocifissione ma anche una rinascita; ti permette. >

 

Ne ad altri ne a nessunoultima modifica: 2014-10-09T09:44:31+00:00da wildwingswawe
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